Guardando gli oggetti di Piero Livio si coglie una unità, fatta di singolarità; assemblaggi, racconti dominati dal frammento e dal caso. In ogni reperto (colto tra cumuli di sedimenti, di deiezioni lasciate tra le golene e i meandri di un complesso intreccio di flussi sovrastrutturali) e in ogni sua ricompilazione, si scorge la parola, la frase, il discorso, il programma dell’insensato sfruttamento dell’abbondanza, della meraviglia e della crudeltà della natura di cui siamo corpo e sangue.


Di pensiero in pensiero, ogni volta che inizio a disegnare, scomporre, ricomporre, progettare ritorno al profumo del grano, alla freschezza dell’ombra del gelso, all’aria libera del mare, agli orizzonti infiniti e circolari dell’oceano, alla pace di quel cielo di stelle che, da bambino, guardavo nelle notti d’estate da un’isola al centro del mare. Tutto nasce, vive, muore “sotto quel cielo di stelle”, il pagliaio, la chiocciola, il finocchio, la ferula, il rosmarino, l’oleandro, il cappero, l’elicriso, l’acanto, l’ipomea, il fico, gli ulivi, gli eucalipti ... l’interesse, la passione, il desiderio. pvl
la storia in breve

3 video - una mostra - le grafiche - l'intervista
In un breve taccuino il mondo dell'autore, la storia di un viaggio notturno, tra costellazioni di dubbi, sogni e preziosi tesori.
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Una raccolta di definizioni naïf , domande, materiali, frutto di incontri spesso casuali, parte del mondo onirico, liminare, della personale ricerca di ricapitolazione che affolla lo spazio fisico e mentale dell’autore. In un mondo in bilico tra focalizzazione e distrazione di massa, Piero Livio sedimenta, nei suoi lavori, tracce di antichi e moderni saperi scartati o dimenticati.
L’insieme delle opere di Piero Livio come pulviscolo in un raggio di sole, punti in un cielo di stelle, briciole di uno stesso pane appaiono come segnavia di un comune destino. (A. V.)


Tra-miti e mitraglie




























